NHL Central Division: Colorado, Dallas e Minnesota a caccia della Stanley Cup

di Mattia Baruffi

Dopo la chiusura di una trade deadline piuttosto deludente con pochi movimenti tra gli uomini più ricercati sul mercato, è tempo di proseguire con la presentazione di quelli che potrebbero essere i protagonisti dell’ultima parte della regular season. Da qui al 16 aprile ci sarà un susseguirsi di partite decisive per il raggiungimento dell’agognato posto ai playoff.

Oggi è il turno della Central Division, quella con più certezze tra le quattro della lega: le prime tre squadre sono pressoché certe della qualificazione ai playoff e anche le posizioni sembrano già decise; la quarta (i Mammoth) sembra in procinto di guadagnarsi la prima WC della Conference, mentre le altre quattro cercano il miracolo in quest’ultima fase di stagione.

IMG-20260316-WA0002COLORADO AVALANCHE (44-12-9, P%: 74,6%, +84 DIFF)
La stella è ovviamente Nathan MacKinnon: l’attaccante canadese è il trascinatore della miglior squadra della lega con i suoi 109 punti, di cui 44 gol e 43 assist primari, confermandosi a livello individuale come il principale avversario di McDavid. La linea con Martin Necas e Artturi Lehkonen con 37 gol segnati e 16 subiti in 49 partite. Oltre a loro, la squadra di Denver si è rafforzata con ulteriori due colpi di mercato (Nic Roy da Toronto e soprattutto Nazem Kadri da Calgary) ad aggiungersi ad un pacchetto offensivo che comprende l’ex Islanders Brock Nelson, Ross Colton e Gabriel Landeskog (con quest’ultimo che probabilmente passerà del tempo lontano dal ghiaccio per via di un infortunio subito in occasione di una delle ultime partite). In difesa giocatore fondamentale è Cale Makar, affiancato da un Devon Toews che sta beneficiando dell’accoppiamento con uno dei top tre difensori della lega. In seconda linea i veterani Josh Manson e Brent Burns stanno facendo l’ennesima ottima stagione: soprattutto il secondo, fresco quarantunenne, merita un elogio per il fatto di riuscire ancora ad affrontare avversari molto più giovani di lui e chissà che non riesca finalmente a conquistare la Stanley Cup dopo averla sfiorata qualche anno fa con i suoi San Jose Sharks. Da segnalare tra l’altro che nell’ultima partita ha scalzato Keith Yandle dal secondo posto nella classifica dei giocatori con più match consecutivi affrontati (990 a partire dal 21 novembre 2013). Sam Malinski, Brett Kulak e Nick Blankenburg completano la difesa, dopo il poco comprensibile scambio di Girard a Pittsburgh. In porta Scott Wedgewood (14,6 GSAA) e Mackenzie Blackwood (9,1 GSAA) stanno facendo una regular season eccellente, ma saranno da valutare ai playoff.

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DALLAS STARS (42-14-10, P%: 71,2%, +54 DIFF)
La squadra texana è non solo l’avversaria principale nella Division, ma anche nella lega nel suo complesso. Nel reparto offensivo il giocatore fondamentale è Jason Robertson con i suoi 79 punti in 66 partite e un 57% xG 5 vs 5 e una differenza dell’8,2% tra lui sul ghiaccio e in panca. Ovviamente Mikko Rantanen ricoprirà un ruolo altrettanto importante non appena rientrerà dall’infortunio patito durante il torneo olimpico. La linea Robertson-Hintz-Bourque è una delle migliori della lega con un 67,2% xG quando è sul ghiaccio, mentre la linea Steel-Johnston-Rantanen ha un G% di 65%, superiore rispetto all’atteso. Da evidenziare che Mavrik Bourque e Wyatt Johnston sono rispettivamente del 2002 e del 2003. Ai giocatori sopra menzionati si aggiunge un Michael Bunting acquistato dai Predators negli ultimi giorni di mercato. In difesa, oltre al noto Miro Heiskanen, il pacchetto top 4 sembra ben assortito con Esa Lindell, Nils Lundkvist e Thomas Harley (i primi tre sono attorno al 56% in xG in parità numerica, mentre Harley pare leggermente più in difficoltà in questa stagione. La difesa si completa con il promettente ventunenne svizzero Liam Bichsel e con il veterano Tyler Myers, acquistato da Vancouver. Portiere titolare è Jake Oettinger, che rimane un portiere molto solido nonostante sia -1,1 in GSAA, mentre Casey DeSmith è un backup che garantisce buone prestazioni all’occorrenza.

IMG-20260316-WA0003MINNESOTA WILD (38-17-12, P% 65,7%, +32 DIFF)
Qualche mese fa la squadra dell’hockey state per eccellenza, rischiava di perdere la sua stella Kirill Kaprizov (79 punti in 67 partite); oggi non solo ha rinnovato il giocatore di Novokuznetsk con il contratto più ricco della NHL, ma ha pure aggiunto quello che è probabilmente il difensore più forte al mondo, ovvero Quinn Hughes (arrivato da Vancouver per un pacchetto non eccessivamente ricco) e che sta facendo l’ennesima stagione da produzione offensiva eccezionale (67 punti in 61 partite). Oltre ai due giocatori menzionati, si sottolineano le prime due linee offensive e difensive (Kaprizov-Hartman-Zuccarello; Johansson-Eriksson Ek-Boldy; Faber-Hughes; Brodin-Spurgeon) che sono molto temibili per qualsiasi avversario. Un approfondimento lo meritano i medagliati olimpici Matt Boldy e Brock Faber, che a dispetto della giovane età stanno dimostrando di poter farsi carico di minutaggi pesanti in parità numerica senza che il loro rendimento ne risenta (35 punti in 63 partite per il giovane attaccante, più di Kaprizov, e 26 in 67 per il difensore). In porta, il tandem svedese Gustavsson-Wallstedt sta ottenendo ottime prestazioni (rispettivamente 7,6 GSAA per il primo e 2,4 per Jasper). A mio avviso, i Wild hanno deciso molto saggiamente di non cedere Wallstedt alla trade deadline, essendo molto raro trovare un portiere così giovane (classe 2002) pronto per la NHL. Minnesota potrebbe rappresentare un ostacolo proibitivo nella corsa al titolo degli Stars o degli Avalanche, in quella che si preannuncia la serie da seguire nel primo turno.
UTAH MAMMOTH (34-27-6, P% 55,2%, +20 DIFF)
Dopo il rebranding dello scorso anno, i Mammoth sembrano avviati ad ottenere un posto ai playoff come WC della Western Conference. Il roster, grazie alle innumerevoli scelte acquistate dagli Arizona Coyotes negli anni precedenti alla relocation, è molto profondo pur mancando una stella come quella delle tre squadre precedentemente descritte. La stella della squadra è probabilmente Logan Cooley: la scelta numero 3 al draft del 2022 ha perso gran parte della stagione per via di un brutto infortunio, ma sembra già tornato ad alti livelli con 17 gol segnati e 29 punti totali in 39 partite. Oltre a lui, si possono citare Clayton Keller (64 punti in 67 partite), il fresco di rinnovo Nick Schmaltz (59 punti in 67 partite) e Dylan Guenther (33 gol in 65 partite). Da non sottovalutare neppure le prestazioni di Lawson Crouse, che sta giocando in prima linea con Keller e Schmaltz, Barrett Hayton e Jack McBain. In difesa, il GM è riuscito a fare uno dei colpi del mercato con l’aggiunta dell’ex Panthers e Flames MacKenzie Weegar, che andrà a rimpolpare un reparto che contava già Mikhail Sergachev (43 punti in 63 partite), Sean Durzi e la coppia Schmidt-Marino (810 minuti giocati insieme con un 67% di G%). Nella squadra AHL affiliata ai Mammoth giocano anche Daniil But e Dimitri Simashev, giocatori russi scelti al primo giro, che potrebbero tornare utili in caso di qualificazione alla postseason. In porta, il carico di lavoro maggiore è stato sulle spalle del ceco Karel Vejmelka (7,7 GSAA in 52 partite), mentre ruolo più marginale lo ha avuto il connazionale Vitek Vanecek.

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NASHVILLE PREDATORS (29-27-9, P% 51,5%, -28 DIFF)
Nashville è una delle squadre più indecifrabili della lega, con il GM Barry Trotz dimissionario da febbraio dopo una serie di scelte molto discutibili. Giocatori su cui è stata costruita la franchigia sono gli scandinavi Filip Forsberg (53 punti in 65 partite) e Juuse Saros (-10,1 GSAA in 50 partite), ma entrambi paiono in una fase di lento peggioramento nelle prestazioni. Tra gli attaccanti, quelli che stanno sfoderando le prestazioni migliori sono senza dubbio il trentacinquenne Ryan O’Reilly e il ventiquattrenne Luke Evangelista (entrambi con il 56% di G%, avendo giocato gran parte del tempo nella stessa linea). Il problema per i Predators è dato dai contratti forse troppo pesanti dati a veterani con prestazioni in calo come Steven Stamkos e Jonathan Marchessault. La difesa sembra offrire migliori garanzie con Brady Skjei e Nic Hague, seppur anche i loro contratti siano probabilmente leggermente più cari rispetto all’importo desiderabile. La speranza per i tifosi della squadra del Tennessee è che i giovani (Wood, Svechkov e Kemell su tutti) possano svilupparsi nel modo migliore possibile nelle prossime stagioni; l’alternativa è rimanere in un limbo per cui si è troppo forti per ottenere buone scelte al draft e troppo deboli per puntare a passare un turno di playoff. La direzione intrapresa negli ultimi giorni di mercato sembra quella auspicabile con le cessioni di Smith, McCarron, Bunting e Blankenburg.
WINNIPEG JETS (27-28-10, P% 49,2, -15 DIFF)
Mi risulta molto difficile spiegare le ragioni di un tracollo del genere per la squadra che meno di un anno fa vinceva il President’s Trophy (assegnato al vincitore della Regular Season). La stella della squadra, fresca di una prestazione leggendaria nella finale delle Olimpiadi contro il Canada, Connor Hellebuyck sta facendo la solita ottima stagione (12,3 GSAA in 44 partite). Giocatore non meno fondamentale è Josh Morrissey (44 punti in 60 partite e 53% di xG%), il quale riesce a far giocare bene anche il collega di reparto Dylan deMelo. In attacco i tre giocatori migliori sono Kyle Connor, Mark Scheifele e Gabriel Vilardi, da cui dipende gran parte del futuro della franchigia sia nella stagione corrente che per quanto riguarda il futuro. Completano il roster il promettente ventiquattrenne Cole Perfetti e i due veterani Gustav Nyquist e Jonathan Toews, con quest’ultimo che probabilmente si aspettava un diverso ritorno nella propria Winnipeg. Diversamente da Nashville, la direzione presa dalla squadra del Manitoba sembra molto più chiara e non ci sono contratti troppo negativi da gestire nelle prossime stagioni.

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ST. LOUIS BLUES (27-29-10, P% 48,5, -44 DIFF)
Saggiamente la dirigenza dei Blues ha deciso di cedere tutti i propri pezzi pregiati durante gli ultimi giorni di mercato (Schenn e Faulk sono stati venduti a caro prezzo rispettivamente a Islanders e Red Wings, mentre Parayko ha rifiutato il trade a Buffalo). Nonostante le cessioni, St. Louis rimane una squadra molto interessante con le conferme di Robert Thomas, Jordan Kyrou, Pavel Buchnevich e Jake Neighbours. Sarà intrigante vedere lo sviluppo di giocatori come Jimmy Snuggerud e Dalibor Dvorsky. In difesa, sembrano esserci maggiori problemi: l’unico giocatore che si può avvicinare ad essere un 1st liner è Colton Parayko, mentre Philip Broberg non sembra ancora pronto a prendersi un minutaggio da top 2 difensori della squadra. Per quanto riguarda i portieri, è stata una stagione molto deludente per Jordan Binnington (-20,5 GSAA in 35 partite; -6 nelle ultime 10); molto meglio sta giocando Joel Hofer (+10,1 GSAA nelle ultime 20 partite).
CHICAGO BLACKHAWKS (25-30-11, P% 46,2, -38 DIFF)
Dopo le prime partite della regular season, Chicago sembrava pronta a fare il grande passo verso il ritorno ai playoff dal 2020. Tuttavia, l’infortunio al futuro volto della lega Connor Bedard ha complicato il cammino verso la postseason. Il giovane giocatore originario di Vancouver è sembrato frenare la propria ascesa in NHL nonostante i 62 punti in 53 partite, probabilmente anche a causa del confronto con il “rivale” Macklin Celebrini. Oltre a lui, ci sono diversi giovani in rampa di lancio, tra cui si possono citare Frank Nazar, Ryan Greene, Sam Rinzel, Nick Lardis e soprattutto il difensore scelto alla numero 2 del draft 2024 Artyom Levshunov. Per permettere lo sviluppo di questi la squadra è completata con diversi giocatori di esperienza come Tyler Bertuzzi (49 punti in 63 partite), Teuvo Teravainen, Andre Burakovsky, Andrew Mangiapane (arrivato recentemente dagli Oilers) e Matt Grzelcyk. Coerentemente con la linea scelta dal management per la squadra dell’Illinois la porta è stata affidata all’ex Panthers Spencer Knight (12,8 GSAA in 44 partite).

Foto dalle pagine Instagram ed X delle rispettive franchigie

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