SHL: la Cenerentola che abusa del cannibalismo
(di Nicola Tosin, @zamboniorama su X)
A poco più di tre mesi dall’inizio della stagione regolare, sembra più che corretto fare un riepilogo ed una veloce panoramica sul massimo campionato svedese. E’ giusto ricordare che la SHL sta per sfondare il muro dei cinquant’anni, visto che per come la conosciamo oggi la prima stagione risale al 1975/76, quando era ancora denominata Elitserien e nominazione che manterrà fino al 2013. Per vie traverse, nel corso delle ultime settimane abbiamo avuto una minima connessione con il suolo svedese: Evan Cowley, alto e forte ex portiere dell’Asiago, è approdato all’IK Oskarshamn, formazione che milita in seconda lega ma che nelle ultime cinque stagioni era presente in quello che possiamo considerare il miglior campionato hockeystico d’Europa. Collegamento molto inutile, appunto quello riguardante Cowley, che possiamo usare però per iniziare l’articolo parlando delle ultime della classe: Modo e Linkoping. Se con la prima ci potevamo aspettare un risultato del genere, contando che l’anno scorso era appena fuori dalla lotta del play-out, dalla seconda ci aspettavamo sicuramente qualcosa di diverso. Grazie ad uno dei migliori attacchi del 2023/24 e con l’aggiunta di Nick Shore, il risultato doveva essere sicuramente diverso da quello del penultimo posto e con sole 76 reti siglate in 29 gare. Risultato prima delle feste? Saltato l’allenatore, tanto che dal 22 Dicembre 2024 alla guida della squadra troviamo Anders Karlsson, allenatore del Timra fino alla primavera scorsa. I due migliori realizzatori sono due scandinavi d’esperienza, Ljungh e Hultstrom, mentre il backup Myrenberg è il peggiore della lega con 2,5 reti concesse ad incontro.
Un’altra squadra che sta navigando male è il Vaxjo, al secondo anno con un inizio di stagione da metà/bassa classifica. Se l’anno scorso era stato in grado di riprendere la stagione dopo poco più di un mese da film dell’orrore, grazie pure ad una piccola cavalcata in CHL, quest’anno la storia sembra ancora diversa: appena dentro ai play-in, -16 in differenza reti ed il peggior attacco dell’intera SHL con sole 62 reti siglate in 29 incontri. Ricordiamo due dati, giusto per contestualizzare il problema: 162 reti l’anno scorso, secondo miglior attacco; 153 reti nel 2022/23, uno dei migliori attacchi e titolo vinto; un altro titolo vinto nella stagione 2020/21 e ben quattro Le Mat Trophy dal 2015. Sulla stessa barca troviamo il Rogle, vice campione in carica ma con uno status passato un pelo differente da quello del Vaxjo: contesto piccolo, tanto successo negli ultimi anni ma già l’anno scorso grande cavalcata in post-season dopo una problematica stagione regolare. Il Vaxjo vede in McLaughlin il primo straniero produttivo, con soli 12 punti e collacato al 106mo posto nella lista dei migliori scorer del campionato; Rogle messo un filo meglio per modo di dire, perché in Dickinson ha uno straniero affidabile in quanto a produzione, 20 punti e 32mo top scorer della lega, ma poco altro. Due squadre che arrivano dallo stesso identico ruolino di marcia nelle ultime cinque: quattro sconfitte ed una singola vittoria. Il Vaxjo, giusto per chiudere il discorso, viene anche dalla fresca eliminazione ai quarti di CHL per mano dello Sparta Praga.
Primi tre mesi non proprio spumeggianti nemmeno per i campioni in carica dello Skelleftea: appena fuori dalla qualificazione diretta alla post-season, visto il settimo posto in classifica e i 46 punti messi in cascina. Viene da un periodo decisamente positivo: quattro vittorie nelle ultime cinque, avendo fatto risultato quasi sempre con squadre che gli stanno sopra in classifica, pensiamo solo a quelle d’alta gamma come Frolunda e Farjestad. La particolarità dello Skelleftea è che si ritrova un core svedese di altissima caratura, contando che hanno nel solo esperto difensore Witkowski l’unico giocatore d’oltreoceano. Dicevamo del Frolunda e dello Farjestad? Se quest’ultimo lo possiamo considerare come il prezzemolo in queste ultime stagioni di SHL, vista la costante presenza nei primi posti e per le lotte importanti, riempie il cuore il ritorno ad altissime posizioni del Frolunda dopo un paio di annate, contando anche il ritiro di Lundqvist, buone ma non buonissime. Il Farjestad continua ad avere un produzione offensiva fuori scala per un campionato come la SHL: 111 reti contro le 98 della seconda; quattro giocatori nella top 10 dei migliori realizzatori. Tomasek è sempre al primo posto, pur essendosi calmato dopo un inizio di stagione in cui aveva siglato ben dieci reti nelle prime dodici partite! Gli altri tre sono: Steen (terzo), Lodin (settimo), Studenic (slovacco e arrivato quest’anno dalla AHL, decimo). Frolunda invece che ha trovato nella difesa la sua lancia più affilata: solamente 63 reti subite, la migliore, che bilancia alla grande uno degli attacchi meno performanti; una coppia di goalie che fino a questo momento fanno paura, essendo i migliori due della lega con poco più di due reti subite a partita.

Foto tratta dal sito tv4.se
Pur avendo lasciato da parte qualche intrigante squadra, pensiamo ad un Lulea quarto in classifica, non si può non chiudere l’articolo con la vera e propria sorpresa di questi primi tre mesi: il Brynas, primo in classifica e con dati d’eccellenza. Siamo di fronte ad una squadra che ha il secondo miglior attacco e la seconda miglior difesa, trascinati da un Jakob Silfverberg tornato all’ovile dopo quasi quindici anni oltreoceano. Si tratta di un roster che si può permettere otto giocatori nei primi cinquanta più produttivi e contando dov’erano l’anno scorso la cosa fa sorridere e non poco. Dov’erano, dite? In seconda lega svedese. Dominarono il campionato ma stiamo pur sempre parlando di una neo-promossa che sta mettendo tutti a sedere al piano più alto. Durerà questa favola?
(foto tratta dal sito tv4.se)
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Classifica aggiornata al 02/01/2025
Brynas 57
Farjestad 53
Frolunda 50
Lulea 49
Orebro 48
Timra 48
Skelleftea 46
Malmo 40
Leksand 40
Vaxjo 39
Rogle 38
HV71 37
Linkoping 34
Modo 30
