Olimpiade Maschile: Ora agli Stati Uniti. Sconfitto il Canada all’OT
di Marco Benedetti
CANADA – STATI UNITI 1-2 (0-1, 1-0, 0-0; 0-1) OT
Marcatori:
6.00 (0-1) Boldy (Matthews-Q.Hughes)
38.36 (1-1) Makar (Toews)
61.41 (1-2) J.Hughes (Werenski)
Tiri in porta: Can 42 (8, 19, 14, 1) – USA 28 (8, 8, 10, 2)
Penalità: Can 6’ (2’, 0’, 4’, 0’) – USA 6’ (0’, 4’, 2’, 0’)
Arbitri: DWYER Gord (Can), ROONEY Chris (USA)
Linesmen: CHERREY Scott (Can), HAUTAMAKI Onni (Fin)
Spettatori: 11289
Gli Stati Uniti vincono la medaglia d’oro del torneo olimpico di Hockey battendo il Canada per 2-1 all’overtime: la rete decisiva è stata realizzata da Jack Hughes e ha coronato una partita di contenimento degli americani che hanno subìto l’aggressività e la velocità dei canadesi che però non sono riusciti a superare se non una volta soltanto l’eroe dell’incontro, il portiere Connor Hellebuyck che ha parato 41 dei 42 tiri che ha ricevuto. Grossa delusione per i canadesi, con McDavid e MacKinnon molto bravi ma che sono mancati in fase di realizzazione, così come un invasato Celebrini che ha tirato sei volte in porta e altrettante fuori. Successo quindi per Mike Sullivan, tecnico dei New York Rangers (ultimi in classifica ad Est nella NHL….) che riporta la medaglia d’oro negli Stati Uniti 46 anni dopo Herb Brooks, eroe di Lake Placid del 1980.
L’attesa finale, la “partita delle partite” come tutti, addetti ai lavori e non l’hanno definita, è finalmente arrivata: il Canada giunge in finale dopo due sofferte partite, nei quarti contro la Repubblica ceca la vittoria è arrivata all’overtime dopo aver raggiunto il pareggio a tre minuti dalla fine mentre in semifinale la Finlandia è stata superata da una rete di MacKinnon a soli 36 secondi dal supplementare complice una discutibile penalità comminata ai danni di Mikkola. Più agevole il cammino degli statunitensi che hanno battuto facilmente in semifinale la Slovacchia dopo aver invece sofferto e superato la Svezia nei quarti di finale grazie ad una rete di Quinn Hughes nel tempo supplementare. Proprio oggi, 46 anni fa, accadeva il “Miracle on Ice” di Lake Placid, con la vittoria dei giovani statunitensi sugli imbattibili sovietici e gli USA sono alla caccia del terzo successo olimpico mentre il Canada ha già vinto nove medaglie d’oro, l’ultima a Soci nel 2014.
Il Canada deve rinunciare ancora una volta a Crosby, out dopo l’infortunio patito nei quarti contro la Repubblica Ceca. L’inizio è tutto per gli americani che mantengono il disco nel terzo canadese ma la prima grande occasione è per Horvat il cui tiro da buona posizione viene parato da Hellebuyck. Il portiere dei Winnipeg Jets si ripete poco dopo su Celebrini e Stone ma sono gli americani a passare con Boldy che in azione personale passa in mezzo tra Maker e Toews e al sesto minuto batte Binnington tra i gambali. I canadesi reagiscono guidati da un indiavolato Celebrini che prova in tutti i modi a superare la difesa americana. Gli USA reagiscono e Miller davanti a Binnington non riesce a trovare lo spunto vincente. Il gioco è molto veloce con gli Stati Uniti che non sfruttano la prima penalità della partita (fuori Theodore per aggancio) e il primo periodo termina con 8 tiri per parte e con gli americani avanti di una rete.
Il periodo centrale vede il Canada all’assalto della porta di Hellebuyck con Marchand, Doughty e Harley due volte vicino al pareggio. Si gioca praticamente solo nel terzo di difesa americano ma l’occasione migliore per segnare capita incredibilmente sulla stecca di Thompson che non riesce a battere Binnington. Al 9.15 McDavid servito da MacKinnon si presenta solo davanti a Hellebuyck ma non riesce a tirare e subito dopo Guentzel riceve due minuti di penalità per il primo power play in favore del Canada. Addirittura dopo 27 secondi anche McAvoy commette fallo si Makar e si crea così una doppia superiorità per 1.33 per i canadesi. Ma nonostante due conclusioni di Celebrini e una di McDavid la difesa americana regge e si resta sull’1-0. Il ritmo cala a tutto vantaggio degli Stati Uniti che respirano per qualche minuto fino alla fase finale del tempo centrale quando gli uomini di Cooper ritornano in forze in zona di attacco e Hellebuyck torna protagonista soprattutto su Celebrini che al 17.02 non riesce a segnare da distanza ravvicinata. Ci riesce invece Makar che a 1.44 dal termine del secondo tempo pareggia meritatamente con un perfetto tiro in diagonale che non dà scampo all’estremo difensore americano. Gli Stati Uniti reagiscono e a 5 secondi dalla seconda sirena Guentzel devìa un tiro dalla blu di Quinn Hughes cogliendo entrambi i pali. Si va così al secondo riposo sul risultato di parità.
Il terzo tempo si apre con una incredibile parata di stecca di Hellebuyck su una conclusione a botta sicura da mezzo metro di Toews. Il portiere di Winnipeg si ripete per due volte su Celebrini lanciato a rete in solitario verso di lui. Gli Stati Uniti cercano di alzare il baricentro per bloccare gli attacchi canadesi ma fanno molta fatica ed è McKinnon che al 10.30 sbaglia incredibilmente a porta vuota colpendo il palo esterno, sul capovolgimento di fronte è Binnington che si salva da un’incursione di Quinn Hughes mentre quando si torna dall’altra parte si crea una mischia spaventosa davanti a Hellebuyck con il disco che non ne vuole sapere di entrare. Al 13.26 due + due minuti di penalità a Bennet per bastone alto con sanguinamento di Jack Hughes: gli Stati Uniti faticano ad impostare il power play e Binnington non rischia più di tanto. Le squadre tornano in parità numerica per uno sgambetto dello stesso Jack Hughes e dopo 49 secondi il Canada ha il secondo power play della sua partita ma Hellebuyck e la difesa statunitense non cedono e la partita e la medaglia d’oro si decideranno all’overtime che si giocherà (discutibilmente…) in tre contro tre.
Si inizia subito con Quinn Hughes che impegna Binnington e subito dopo è McDavid che si fa parare il tiro da Hellebuyck. La partita e il torneo si decidono all’1.41: Werenski in contropiede serve l’accorrente Jack Hughes che in diagonale fulmina Binnington dando la medaglia d’oro agli statunitensi.
Foto Pagina FB USA


